Con le revisioni Istat di ieri, come è già accaduto più volte negli anni scorsi, abbiamo scoperto che l’economia italiana nel 2023 e 2024 è andata meglio di come si credeva. Benissimo, ne siamo lieti, ma purtroppo lo sappiamo sempre dopo. Sempre soltanto dopo. Il Pil del 2023, infatti, è stato rialzato dall’Istat di 11,2 miliardi di euro a valori correnti, quello del 2024 di 7,4 miliardi.
La crescita reale del 2023 è stata dell’1%, non solamente dello 0,7% come stimato inizialmente. Quindi quell’anno l’Italia era cresciuta praticamente come la Francia e oltre 2 volte e mezza il Regno Unito, mentre la Germania era in recessione. Ma i giornali, allora, scrissero che nel nostro Paese la crescita si era “fermata”. Poi nel 2024 il PIL italiano è aumentato dello 0,7%, cioè come nella stima iniziale, ma c’è una bella differenza tra un aumento dello 0,7% dopo aver fatto un +1% l’anno prima rispetto a un +0,7% per due anni consecutivi. Significa aver mantenuto lo stesso aumento dello 0,7% nel 2024 ma su un anno precedente aumentato molto di più di quanto creduto prima.
La crescita cumulata del PIL italiano rispetto al 2019 ante pandemia diventa così oggi, con le nuove stime, un bel +5,8%: la più forte crescita tra i Paesi del G-7 non nordamericani.










