La Cassazione dà ragione a un hotel 5 stelle di Corvara in Trentino Alto Adige: nessun obbligo di servire acqua del rubinetto ai clienti che ne fanno richiesta. Negato il risarcimento da 2.700€ chiesto da una turista.
Non tutti gradiscono l'acqua minerale al ristorante e sempre più spesso i clienti chiedono "acqua del rubinetto" per pasteggiare. È il caso di una turista che aveva fatto ricorso contro un hotel 5 stelle di Corvara in Trentino-Alto Adige, che si era rifiutato di servirgliela.
L'episodio è accaduto nel periodo natalizio tra il 2019 e il 2020, quando una donna aveva scelto di soggiornare nell'hotel extralusso per una settimana di vacanza da oltre 5.700 euro, usufruendo della "mezza pensione e bevande escluse". Dunque avrebbe dovuto pagare come extra qualsiasi bibita ordinata durante i pasti (la bottiglia di acqua minerale da 0,75 litri aveva un costo di circa 7 euro); pur offrendosi di pagare l'acqua della rete idrica, non le è stato permesso di berla durante i pasti consumati nel ristorante.
A quel punto l'ospite, dopo le ripetute richieste di poter bere acqua naturale del rubinetto, ha avviato un'azione legale contro la struttura chiedendo un risarcimento per "danno economico o di stress emotivo" attorno ai 2.700 euro. La turista aveva portato il caso davanti al giudice di pace di Roma, poi in appello al tribunale e infine ai giudici della Corte Suprema. Ma le sentenze hanno sempre dato ragione all'albergo.










