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Pierfrancesco Carcassi

La turista aveva fatto ricorso perché, in un soggiorno pagato quasi 6mila euro a Corvara, un hotel di lusso le serviva solo acqua in bottiglia a 7 euro. Negato il risarcimento: non c'è prova di violazione del contratto

Acqua di rubinetto al ristorante? Se il gestore dice no, è no. Non esiste alcun obbligo di servirla, anche se il cliente la richiede e la paga a parte. Sul principio c'è il sigillo della Corte di Cassazione: a fine aprile i giudici hanno rigettato il ricorso di una turista che chiedeva un risarcimento per non aver potuto bere l’acqua corrente della rete idrica, pur offrendosi di pagarla, nel ristorante di un hotel di lusso in Alto Adige. La struttura è piuttosto famosa: il cinque stelle Sassongher a Corvara in Badia, tra i migliori delle Dolomiti. La donna, ospite dell’hotel nel periodo natalizio tra 2019 e 2020 per una settimana di vacanza da oltre 5.700 euro («mezza pensione, bevande escluse»), aveva ordinato acqua di rubinetto per i pasti incassando il rifiuto dei gestori. A tavola solo bottiglie di minerale da 0,75 litri a 7 euro l’una. La turista aveva portato il caso davanti al giudice di pace di Roma, poi in appello al tribunale e ai giudici della Corte Suprema. Ma le sentenze hanno sempre dato ragione all’albergo.