HomeArezzoCronacaCeccarelli paga dazio ma rilancia: "Speravo in un divario minore. Patto per unire le alternative"La maratona in Sant’Agostino, il vertice del campo largo e la nuova narrativa da cavalcare "Le liste alternative alle destre sono maggioritarie. Donati? Parlerò a tutti, anche a lui".La maratona in Sant’Agostino, il vertice del campo largo e la nuova narrativa da cavalcare "Le liste alternative alle destre sono maggioritarie. Donati? Parlerò a tutti, anche a lui".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Francesco Ingardia
"Quando il centrosinistra è unito vince". E infatti ad Arezzo il campo largo paga dazio: civetta ricevuta e registrata dal segretario regionale Pd Emiliano Fossi. Tanto che nella manita rossa rifilata al primo turno al centrodestra (Prato, Pistoia, Sesto Fiorentino, Figline, Cascina) manca la menzione del sesto mignolino. Tutto rinviato al ballottaggio del 7 e 8 giugno. Solo che i progressisti di Vincenzo Ceccarelli partono già in debito d’ossigeno. Perché per quanto il pronostico della vigilia sia stato rispettato, quello della sfida per Palazzo Cavallo con Marcello Comanducci, la speranza disattesa è stata duplice: gap dalla maggioranza uscente non contenuto in quattro, massimo cinque punti, ma a due cifre e remuntada con un appoggio esterno, tenuto ben nascosto, lontano dai riflettori, di un Marco Donati ben al di sopra del 15%. Invece no, le uova nel paniere dem la coalizione civica dell’ex parlamentare renziano le ha rotte proprio tanto e proprio bene. Chi ha seguito lo spoglio dal quartier generale Pd, in Sant’Agostino, ha conosciuto la dissonanza delle reazioni a caldo rispetto alla narrativa a microfoni aperti portata avanti dal candidato sindaco.











