"Quando devo fare un film tengo presente tre cose: la società, l’uomo e il genere". Lo racconta il pluripremiato regista sudcoreano Park Chan-Wook in Italia per ricevere il premio “Omaggio al maestro“ della “Milanesiana“, la rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. E a Milano dà un’anticipazione: "Il mio prossimo film sarà un western nel segno di Sergio Leone: non imiterò il suo stile, ma spero di prendere in prestito il suo spirito". Ieri sera Park Chan Wook è stato al Volvo Studio Milano e oggi sarà all’Anteo Palazzo del Cinema alle 15 e alle 21. È arrivato a Milano direttamente dal Festival di Cannes, dov’è stato protagonista come presidente della giuria: "Vi chiedo un po’ di comprensione perché sono un po’ disorientato", ha confessato al suo arrivo. "Ho sentito dire che Cristian Mungiu era venuto l’anno scorso per un evento per voi. È una bella coincidenza che io abbia premiato il suo lavoro al Cannes", ha proseguito, ricordando il festival che si è chiuso sabato prima di raccontare di aver anche vissuto per un breve periodo a Milano per girare un corto per un’azienda.

E a Milano vorrebbe tornare presto anche con una mostra fotografica. "Alla Milanesiana ovviamente!", lo ha invitato la fondatrice Elisabetta Sgarbi. "Noi siamo soliti fare mostre di fotografi, gli ho portato tutti i cataloghi che abbiamo fatto in questi 27 anni e quindi mi auguro - sottolinea - che il prossimo anno si possa fare". Il premio consegnato ieri è "un omaggio al regista che ha segnato in modo profondo il panorama cinematografico internazionale con opere come No Other Choice, Decision to Leave e Old Boy, autore di un linguaggio cinematografico riconoscibile per forza visiva, tensione morale e straordinaria raffinatezza formale".