VENEZIA - Luca Zaia tira la volata a Simone Venturini che, intanto, incoraggia i suoi: «Facciamo l'ultimo sforzo in questi ultimi giorni che mancano alle elezioni, si gioca tutto sugli indecisi».L'ex governatore del Veneto, attuale presidente del Consiglio regionale, ieri è arrivato a Mestre a sostegno del candidato sindaco del centrodestra. Appuntamento sulla terrazza panoramica dell'Hybrid Tower, tra Corso del Popolo e via Torino, al diciannovesimo piano da dove si può godere di una vista mozzafiato sulla città. Un evento privato, a invito, con aperitivo finale, al quale hanno partecipato un centinaio di persone sedute e un'altra cinquantina in piedi. Presenti tanti candidati delle varie forze della coalizione, diversi amministratori uscenti, imprenditori, simpatizzanti. In prima fila la moglie di Venturini, Carolina Fullin.

A fare gli onori di casa è stato l'attuale consigliere regionale e segretario regionale della Lega, Andrea Tomaello, già vicesindaco nel mandato che va a concludersi. «Con questo bel sole si vede bene la città dei fatti. In fondo lì scorgete anche il Bosco dello sport», ha scandito al microfono introducendo il dialogo tra Zaia e Venturini seduti su due poltrone poste su una pedana sopraelevata e leggermente battuta dal vento.«Mancano 10 giorni, importanti, i nostri sondaggi sono il sentire della gente che vuole continuare con la concretezza», ha scaldato la platea Tomaello, con un affondo finale: «Dall'altra parte Andrea Martella promette tavoli su tutto, non ho capito se voglia fare il sindaco oppure aprire un bar». Venturini: «Zaia ha fatto un lavoro enorme per il Veneto» Venturini, un po' giù di voce, ha ringraziato Zaia. «Ha fatto un lavoro enorme per il Veneto, per noi è motivo di orgoglio e vogliamo continuare a lavorare per Venezia come coalizione di centrodestra compatta, che dialoga con la Regione ha esordito. Noi proponiamo agli elettori 11 anni di lavoro, fatica, risultati. Noi vogliamo una città che guarda al futuro e che non vuole tornare al passato, che vuol dire campi nomadi, debito, spartizione di potere tra correnti. Venezia e il Veneto devono essere unite verso il futuro».Zaia ha poi spinto Venturini. «Se fossi residente qui lo voterei sindaco», ha affermato. Nel 2015 l'allora governatore sostenne la discesa in campo di Luigi Brugnaro, definendolo «un candidato sindaco pop» e portando fortuna all'imprenditore. Adesso non viene mai nominato, «ma questa amministrazione comunale il marchio di fabbrica l'ha lasciato», ha sottolineato Zaia secondo il quale «la cifra di Simone è il rispetto, non alza mai i toni. Diamogli il mandato di portare Venezia sempre più in alto. Ma attenzione, il vero nemico è l'astensionismo. C'è chi ha perso la voglia di votare, chi non trova la scheda e lascia perdere Noi dobbiamo tornare a motivare queste persone».Zaia ha dato un consiglio a Venturini: «Essere, poi, il sindaco di tutti. Passate le elezioni il sindaco è a disposizione di tutti i cittadini. Io, che sono stato il governatore eletto con più voti in Italia, ho avuto questo mantra e mi sono comportato così. Se ci concentriamo sul popolo, siamo vincenti a tavolino».Venturini ha sferrato un'altra stoccata all'avversario: «Martella è parlamentare da 25 anni, ma non si è mai visto in strada in mezzo alla gente quando ci sono state le grandi emergenze tipo l'Aqua granda e il Covid. Noi eravamo là».La conclusione è per Zaia: «I nostri avversari hanno sempre la narrazione negativa, perché non toccano palla. Sono arrivati a dire persino che abbiamo gestito male il Covid». Con l'assist finale, prima della ressa per le foto: «A questa amministrazione ha concluso va riconosciuto il coraggio. Per decenni questa città ha pagato le non decisioni. Se all'epoca avessero deciso quello che è stato fatto in questi ultimi 11 anni a Venezia, la storia di questo territorio sarebbe stata diversa».Martella e Venturini, botta e risposta tra i candidati sindaco sulla presunta 'bancarotta' di Venezia