dal nostro inviato

GAMBELLARA - Alla sua ultima assemblea di Confindustria da governatore del Veneto, Luca Zaia sembra non aver voglia di lasciare l’auditorium dov’è riunito il gotha dell’imprenditoria di Vicenza e Verona. Stringe mani, concede selfie, risponde a tutti. L’ha sempre fatto Luca Zaia ma stavolta l’atmosfera è diversa. E nonostante lo attendano a Piazzola sul Brenta per Caseus Italy, lui non bada all’orologio e si gode il bagno di folla. A tratti anche con gli occhi lucidi. Sarà ricordato senza ombra di dubbio come il presidente dei record di consenso, colui che dall’alto del suo 76% ha trasformato il Veneto nello Zaiastan, per dirla con Andrea Pennacchi. Ma per un sipario che cala ce n’è un altro che si apre, con nuovi attori che si candidano a recitare un ruolo da protagonista. L’assemblea delle Confindustrie di Vicenza e Verona ha fornito una rappresentazione plastica di quello che potrebbe essere questo passaggio di consegne. Ed è la pattuglia di Fratelli d’Italia a rubare l’altra metà della scena. C’erano Ciro Maschio, Silvio Giovine, Matteo Gelmetti, anche l’ex sindaco di Vicenza Francesco Rucco, pronto a vivere una nuova stagione come protagonista, forse addirittura a palazzo Balbi. Riemerge persino Federico Sboarina, l’ex sindaco di Verona che ha perso lo scranno in una faida con Flavio Tosi.