La sua disgraziata sorte, ai processi per pedofilia, gli accomodamenti extra giudiziali e altri scandali. Tanto che la figura di Michael Jackson è ancora fortemente ancorata all’immaginario collettivo a 17 anni dalla scomparsa. E il successo clamoroso (ma non imprevisto) del biopic Michael – arrivato a 800 milioni di dollari di incassi mondiali a poco più di un mese dall’uscita nelle sale, ha rilanciato la sua musica, con tutti gli album, le antologie e i progetti con i Jackson 5 nuovamente in vetta alle classifiche. Sull’onda si moltiplicano i progetti sulla sua figura, come nel caso di The Michael Jackson Story, un documentario in quattro episodi che debutta domani in prima visione su Sky Documentaries alle 21.15 e alle 23.20 su Sky Cinema con i primi due episodi, per concludersi con il terzo e il quarto in onda mercoledì 3 giugno, disponibile in streaming solo su Now e On Demand.

UN RACCONTO per immagini – la produzione ha ottenuto materiali d’archivio privati – che alterna filmati a voci di personaggi legati alla pop star di Thriller. Dalla sorella La Toya – che si sofferma sul rapporto controverso con il padre (padrone) manager di Michael, della cugina Dionne Warwick, del manager Dieter Wesner. Dagli esordi nell’America dei sessanta, quella della segregazione razziale dove i cinque fratelli (Jackson 5) emergono come fenomeno musicale ma anche di costume. E poi c’è tutta l’ascesa solista, le produzioni milionarie con Quincy Jones, i videoclip che trasformarono il settore (Mtv fu costretta a furor di popolo a trasmettere in rotazione i suoi video, prima volta per un artista afroamerican), i tour monstre, le geniali intuizioni musicali. Ma ovviamente la docuserie si addentra anche nelle ’ombre’ di Jackson, affrontando le accuse di abusi su minori che hanno segnato gli ultimi anni della sua carriera, le trasformazioni estetiche e l’improvvisa morte.