Tormentoso e tormentato in vita, Michael Jackson lo è ancor di più da morto. A sedici anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 25 giugno 2009, il Re del pop sta facendo parlare di sé per eccessive e brutte polemiche che si addensano sul suo mito di artista. Mentre cinque fratelli dell'artista hanno ottenuto il pagamento di 16,5 milioni di dollari dopo che una causa legale aveva costretto gli eredi di Michael a pagarli per presunti abusi sessuali subiti da tutti e cinque, ecco che sta prendendo forma il tanto atteso e controverso biopic sulla vita del creatore di Thriller e di tante altre hit leggendarie.
Molto osteggiato dalla figlia Paris («Non mi interessano i soldi ma solo l'orgoglio e il ricordo di papà, la sua arte», ha detto stizzita) il film sarà diviso in due parti e non racconterà un episodio specifico nella vita della popstar e la sua straordinaria creatività ma anche i suoi tormenti, in un arco temporale ampio. Il fatto curioso è che a vestire i panni del Re del Pop è suo nipote Jaafar Jackson, figlio di Jermaine, fratello di Michael e anche lui tra i membri della storica band dei Jackson 5.
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