Dieci secondi appena: su un autobus in Brasile, un uomo dall’aria provata, auricolari alle orecchie e maglietta verde. Profilo e lineamenti richiamano in modo sorprendente Michael Jackson.

La brevissima sequenza, rilanciata in Italia da Adnkronos, è rimbalzata sui social network riaccendendo le fantasie della rete: c’è chi parla di sosia, chi di filmato manipolato e chi, prevedibilmente, rispolvera la teoria complottista secondo cui la popstar non sarebbe mai morta.

Forget the conspiracy theories about Epstein still being alive...The internet just found Michael Jackson pic.twitter.com/bL9oVP6aeY — Mario Nawfal (@MarioNawfal) May 13, 2026

Le verifiche dei fact-checker raccontano però qualcosa di più profondo sulla crisi dell’evidenza visiva contemporanea.

Nonostante la morte di Michael Jackson, documentata a Los Angeles il 25 giugno 2009, le sue “false resurrezioni” digitali continuano a moltiplicarsi, complice anche l’attesa per il biopic “Michael”, che spinge gli algoritmi a favorire contenuti a lui collegati.