LiveAggiornato un minuto faGuerra ultime notizie. Il presidente Pezeshkian ordina che in Iran torni internetSecondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks, la maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso alla rete internazionale per 87 giorni. C’è attesa per l’accordo Usa-Iran, ma Teheran frena: non è imminente. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non parteciperà alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York a causa di problemi legati al rilascio del visto da parte degli StatesSintesi per puntiIran: media, Khamenei in luogo segreto comunica tramite corrieri Iran: media, giustiziato leader proteste che aveva partecipato a colpo stato Media Usa, «con Iran c’è accordo di principio, per la firma servirà tempo» 18:0525 maggio 2026Aggiornamento fissatoAttesa per accordo Usa-Iran, ma Teheran frena: non è imminenteL’Iran sostiene che sono stati compiuti alcuni progressi nei colloqui con gli Stati Uniti, ma che un accordo «non è imminente». Le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, giungono dopo che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo potrebbe essere raggiunto già oggi. «È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione», ha dichiarato il portavoce iraniano a Teheran. «Ma affermare che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente è un’affermazione che nessuno può fare».Il memorandum d’intesa prevede, secondo quanto riportato, una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un piano per ulteriori negoziati sul programma nucleare iraniano. A questo proposito Teheran avrebbe espresso la propria disponibilità a rimuovere l’uranio altamente arricchito dal proprio territorio a condizione che venga consegnato alla Cina. Nel fine settimana, il presidente Donald Trump aveva suggerito che le parti stessero per raggiungere un accordo, pur avendo successivamente affermato di aver incaricato i negoziatori di «non affrettare i tempi». Secondo i media statunitensi, l’accordo ipotizzato non sarebbe una soluzione definitiva, bensì lascerebbe aperte alcune delle questioni più spinose da negoziare in seguito, tra cui la portata e le tempistiche dell’allentamento delle sanzioni contro l’Iran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e le richieste di Washington affinché l’Iran limiti le sue ambizioni nucleari.I termini conosciuti dell’accordo hanno diviso i repubblicani di Trump, con alcuni che sostengono pubblicamente che sia troppo indulgente nei confronti dell’Iran. Il senatore Ted Cruz ha affermato che sarebbe «un errore disastroso», mentre Roger Wicker, presidente della Commissione per le Forze Armate del Senato, ha dichiarato che un cessate il fuoco di 60 giorni significherebbe che «tutto ciò che è stato ottenuto con l’Operazione Epic Fury sarebbe stato vano!». Anche il senatore Lindsey Graham, stretto alleato di Trump, ha criticato qualsiasi accordo che lascerebbe l’Iran percepito come una forza dominante nella regione. «Viene da chiedersi perché la guerra sia iniziata», ha sottolineato.Intanto, il principale negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si trovano a Doha per colloqui con il primo ministro del Qatar sul possibile accordo con gli Stati Uniti. I colloqui si sono concentrati principalmente sullo Stretto di Hormuz e sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, ha riferito una fonte a Reuters. Il governatore della banca centrale iraniana fa inoltre parte della delegazione: con lui i negoziati si sono focalizzati sul possibile sblocco dei fondi iraniani congelati come parte di un accordo finale.20:3425 maggio 2026Nikkei, Hormuz sarà riaperto 30 giorni dopo l’accordo tra Usa e IranLo Stretto di Hormuz potrebbe essere riaperto circa 30 giorni dopo il raggiungimento di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce il quotidiano finanziario giapponese Nikkei, che cita una fonte diplomatica mediorientale, ripreso dai media internazionali. Secondo Nikkei, in seguito a un’intesa fra Washington e Teheran, la Repubblica Islamica si impegnerebbe a bonificare l’area dalle mine. Successivamente, «le navi di tutti i Paesi potrebbero navigare liberamente e l’Iran smetterebbe di riscuotere i pedaggi nello Stretto», mentre gli Usa «revocherebbero le loro sanzioni» contro il regime e «i beni iraniani verrebbero sbloccati gradualmente». Infine, il cessate il fuoco inizialmente stabilito ad aprile, «verrebbe esteso di 60 giorni per consentire lo svolgimento di colloqui sul programma nucleare di Teheran».19:5725 maggio 2026Iran rimuove blocco a internet dopo 3 mesiÈ stato rimosso in Iran il blocco a internet in vigore da circa tre mesi. Secondo i media statali, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato al ministero delle Comunicazioni di ripristinare l’accesso alla rete ai livelli precedenti allo scorso gennaio. Secondo fonti del ministero, verrebbe ripristinato il pieno accesso dei cittadini iraniani a internet, senza le restrizioni e i filtri che limitano la connessione a siti e piattaforme estere. Stando all’agenzia Fars, tuttavia, la decisione del presidente ha sollevato dubbi sulla sua reale competenza in materia, dal momento che le restrizioni alla rete sarebbero state decise dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e potrebbero quindi essere modificate solo dallo stesso organismo.Secondo il gruppo di monitoraggio di Internet NetBlocks, la maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso a Internet per 87 giorni. Solo pochi cittadini hanno accesso a VPN sofisticate e costose che consentono loro di aggirare le restrizioni.
Guerra ultime notizie. Il presidente Pezeshkian ordina che in Iran torni internet
Secondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks, la maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso alla rete internazionale per 87 giorni. C’è attesa per l’accordo Usa-Iran, ma Teheran frena: non è imminente. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non parteciperà alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York a causa di problemi legati al rilascio del visto da parte degli States










