La scrittrice croata racconta la sua vita tra Zagabria e Stoccolma, segnata dall’esilio e dalle accuse di scarso patriottismo negli anni Novanta. Nel nuovo libro "Le parole di cui non parliamo" affronta anche il tema della malattia e dei tabù sociali. “Viviamo in un’epoca di caos e confusione”, osserva parlando del futuro globale. E sull’Europa avverte: “Arriva sempre troppo tardi davanti alle guerre”
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