Dicevano che la pace e la diplomazia come risoluzione dei contrasti internazionale fosse un’illusione, che il conflitto armato è uno degli strumenti della politica internazionale, per quanto da usare con cautela. In realtà accade il contrario: i risultati ottenuti da Trump, Netanyahu e Putin sono disastrosiCon lo scoppio della guerra in Ucraina e poi in Medio Oriente, molti hanno affermato che finiva un’illusione che aveva colpito in particolare noi europei: che la guerra fosse uno strumento ormai obsoleto per risolvere i problemi tra i paesi e che bastasse il diritto internazionale e le organizzazioni preposte a esso per evitare il deflagrare di conflitti tra i grandi paesi. Aver vissuto quasi 80 anni senza guerre nel nostro territorio ci avrebbe indotti a ritenerle impossibili e, quindi, a non pPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Innocenzo CipollettaEconomista e manager, è presidente di UBS fiduciaria, Senior Advisor di UBS Italy Branch e presidente di Assonime, AIFI e Confindustria Cultura Italia. È stato direttore generale di Confindustria e presidente di Marzotto SpA, di Ferrovie dello Stato, de “Il Sole 24 Ore” e del Fondo Italiano d’Investimento.
Il pragmatismo delle guerre è una bugia: non risolvono i problemi, li aggravano
Dicevano che la pace e la diplomazia come risoluzione dei contrasti internazionale fosse un’illusione, che il conflitto armato è uno degli strumenti della politica internazionale, per quanto da usare con cautela. In realtà accade il contrario: i risultati ottenuti da Trump, Netanyahu e Putin sono disastrosi







