Nello scenario geopolitico attuale, con i conflitti in atto in diverse zone del mondo (non solo in Ucraina e nella Striscia di Gaza) e con la corsa al riarmo da parte dei maggiori Stati, come si costruisce meglio la pace? Con la deterrenza - ovvero con la strategia di scoraggiare aggressioni attraverso la minaccia di una risposta armata efficace - oppure con la diplomazia «umile e perseverante» per favorire una «pace disarmata e disarmante», come ha evocato in modo suggestivo Papa Leone XIV nel suo primo discorso dal balcone su Piazza San Pietro davanti alla folla festante?
Le guerre in atto, poi, non riguardano solo la sfera militare classica: non vanno trascurati gli enormi danni che la cyberwar e la disinformazione possono creare, come parte integrante della guerra ibrida e informatica che sfrutta le tecnologie digitali per raggiungere obiettivi strategici, politici o economici.
Il dibattito su come difendersi meglio da questi rischi è aperto e terrà banco anche al Festival dell’Economia 2025 di Trento, in programma dal 22 al 25 maggio, dove i temi della geopolitica e della Difesa traspaiono lungo tutto il palinsesto di eventi. E non a caso, visto che il titolo scelto quest’anno riflette le incertezze e le crisi del momento: “Rischi e scelte fatali. L’Europa al bivio”.







