La pace? «Non è, purtroppo, oggi, un obiettivo di Putin. Lo dicono i numeri: un milione e 600 mila soldati in campo, più 5 milioni di riserve, un esborso superiore a quello della Guerra Fredda. Un’economia di guerra pianificata». E poi: «La pace in Ucraina e Israele non la raggiungeremo da soli, come Occidente, ma con un multilateralismo rinnovato, un’Onu autorevole che imponga il rispetto del diritto internazionale». E se la Russia attaccasse anche il cuore dell’Europa? «C’è e sta aumentando la paura in molti Stati: guardate la reazione di una nazione come la Svezia, storicamente neutrale ed equidistante tra i blocchi: ha voluto entrare nella Nato e ora chiede di potenziare al massimo le risorse per la Difesa».