Con realismo e non senza coraggio il ministro della Difesa Guido Crosetto parla assai chiaro nell’intervista che oggi concede a questo giornale, ragione per cui gli va riconosciuto ancora una volta di non girare intorno alle questioni. È infatti ben evidente a livello globale quello che lui spiega parlando della Russia: nel mondo gli investimenti in armi crescono a ritmo elevato, basi pensare che la Cina già supera ampiamente i 300 miliardi di dollari all’anno (seconda solo agli Usa), spendendo in misura imponente nei mezzi della Marina e della Guardia Costiera (si veda il varo a dicembre 2024 della nave d’assalto «Sichuan» da 40.000 tonnellate e si consideri l’atteggiamento sempre più aggressivo verso Filippine, Taiwan e altri), nella guerra ibrida (nuove imponenti unità sono operative sul fronte aerospaziale, su quello cyber e per la gestione delle informazioni) e nell’impiego di flotte di droni (compresa l’ultima generazione di dispostivi «ornitotteri», cioè capaci di volare come gli uccelli: sono assai difficili da individuare). Potremmo spaziare in lungo e in largo per il pianeta, squadernando cifre e nomi, ma qui basta l’esempio cinese: ecco quindi la necessità di uno sforzo europeo che però (Crosetto lo dice apertamente) deve stare dentro un coordinamento Nato, altrimenti siamo nel campo pericolosissimo delle opzioni velleitarie e parolaie, esattamente il contrario di ciò che serve. E perché il mondo (autocrazie in primis) spende a manetta in armi?
Le democrazie e il sonno della ragione
Con realismo e non senza coraggio il ministro della Difesa Guido Crosetto parla assai chiaro nell’intervista che oggi concede a questo giornale,...






