Il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo la sconfitta del governo al referendum, in un'intervista pubblicata oggi su Repubblica ha negato la tesi di un contraccolpo legato alla vicinanza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al presidente Usa Donald Trump e ha respinto l'idea di un voto anticipato in un momento in cui ci sono crisi internazionali che impongono "senso di responsabilità".
Crosetto ha descritto la sua grande preoccupazione per la guerra in Iran e alle sue possibili conseguenze. "Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr'ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire. Per ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, per gli effetti che avrà sull'economia e sulla nostra vita quotidiana", afferma il ministro, spiegando di considerare il risultato referendario "una sconfitta della giustizia e di alcuni valori democratici", più che del governo.
Secondo il cofondatore di Fratelli d'Italia, la vittoria del No era stata prevista dai sondaggi e riflette anche una tendenza profonda dell'elettorato. "Il Sì ha perso. Nemmeno senza troppe sorprese, perché i sondaggi lo avevano previsto da quattro settimane", osserva, aggiungendo che "il nostro è un Paese che si unisce più facilmente dietro ai No". Tuttavia, riconosce che il voto ha un peso politico che non può essere ignorato: "Il fronte del no ha unito tante cose diverse, tra loro spesso incompatibili o, addirittura, antitetiche. Per questo io riduco il peso politico dell'armata eterogenea che canta vittoria, ma attribuisco un valore enorme al voto. Che deve far riflettere, capire e agire. Ma senza isterismi".








