Fabrizio Cicchitto

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Che Trump abbia sbagliato per primo, polemizzando con l’Unione Europea, è indubbio. Così come è vero che Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’attacco contro l’Iran senza una consultazione preventiva. A ciò si aggiunge l’ambiguità del rapporto tra Trump e Putin sulla guerra in Ucraina.

Ciò detto, est modus in rebus anche nelle reazioni europee, soprattutto se si guarda alla sostanza dei problemi. Esiste infatti una connessione profonda, in chiave antioccidentale, tra la Cina, che ha sostenuto finora Russia e Iran; l’Iran, che ha rifornito la Russia di droni; e la Russia, che alimenta economicamente questo sistema attraverso le sue esportazioni energetiche. Sul piano militare restano aperte questioni decisive, che riguardano non solo Stati Uniti e Israele, ma anche l’Europa. Uno dei pochi risultati ottenuti da Trump è stato il recupero degli ostaggi israeliani ancora vivi nelle mani di Hamas, una ventina. Resta però irrisolto il nodo del disarmo di Hamas. Senza di esso, qualsiasi prospettiva di «due popoli, due Stati» è impraticabile, come ha correttamente sostenuto il governo italiano. Al contrario, altri governi europei, in primo luogo Spagna e Francia, hanno riconosciuto uno Stato palestinese che non esiste ancora, mentre Gaza resta sotto il controllo armato dei terroristi.