Sfide scientifiche
Un gruppo di appassionati di reverse engineering e retrocomputing è riuscito in qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava poco realistico: riportare in vita il comportamento interno dello storico (e glorioso) processore Intel 80386 usando il microcodice originale estratto dal chip. Il progetto si chiama z386 ed è un core CPU open source sviluppato in SystemVerilog che gira su FPGA moderne, capace di avviare DOS 6 e DOS 7, eseguire software in modalità protetta e persino far funzionare giochi come Doom e Cannon Fodder.
La vicenda ha un valore storico notevole. La CPU 80386, introdotta da Intel nel 1985, fu il primo processore x86 a 32 bit realmente utilizzabile in ambito PC. Portò con sé la memoria virtuale paginata, uno spazio di indirizzamento da 4 GB e una modalità protetta finalmente pratica da usre per sistemi operativi multitasking. Windows 3.x, OS/2 e le prime distribuzioni Linux devono parecchio alla piattaforma 386.
z386 non nasce come semplice emulatore software: l’autore del progetto, noto online come nand2mario (repository GitHub), ha cercato di ricostruire il comportamento microarchitetturale del processore originale utilizzando il microcodice Intel recuperato direttamente dal die del chip. In pratica, anziché descrivere ogni istruzione x86 manualmente in RTL, il progetto prova a ricreare hardware “compatibile” da permettere al microcodice originale di governare davvero la CPU.












