Fondazione Chips-IT ha avviato una gara d'appalto da 12 milioni di euro per acquisire il primo silicon emulator professionale d'Italia. Lo strumento simula il funzionamento di un chip prima che venga fisicamente prodotto, permettendo di individuarne i difetti in anticipo.

L'emulatore esegue sistemi operativi e software reali riproducendo le condizioni di utilizzo finale del chip. In questo modo i progettisti trovano errori di funzionamento prima della produzione fisica, evitando i costi di una riprogettazione a componente già fabbricato. Le macchine di questa categoria possono essere grandi come un'intera sala.

Un vantaggio ulteriore riguarda il software: mentre il chip è ancora in lavorazione in fabbrica, ricercatori e aziende possono già sviluppare e testare sistemi operativi, applicazioni e firmware destinati a girarci sopra, accorciando i tempi complessivi del progetto.

Oggi in Italia non esistono infrastrutture professionali di emulazione hardware. Università, centri di ricerca e aziende devono rivolgersi a fornitori esteri o a servizi cloud specialistici. Il nuovo strumento colma questa lacuna, offrendo capacità paragonabili a quelle dei principali attori internazionali del settore.