L'incontro tra la multinazionale svedese Electrolux e i sindacati, ieri a Marghera, nella sede della Confindustria, si prevedeva complicato viste le chiusure recenti degli stabilimenti in Ungheria (800 esuberi) e in South Carolina (1200 esuberi), ma è stato una doccia gelata. Electrolux ha comunicato la scelta di tagliare 1700 posti in tutta Italia, il 40% della forza lavoro, e di chiudere la fabbrica di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, dove sono impiegate 170 persone.Un piano di ristrutturazione pesantissimo, al quale i sindacati rispondono proclamando lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero. “Chiediamo al Governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit. Nei prossimi giorni coinvolgeremo le Istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori”, si legge nel comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil. Un anno fa l'azienda dava lavoro in Italia a 5.700 persone, un mese fa erano 4.500 e ora, con i nuovi tagli, ne dovrebbero rimanere solo 2.800.Il Governo ha fatto sapere oggi che convocherà il 25 maggio azienda, sindacati e regioni per affrontare la nuova crisi che coinvolge Electrolux. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine dell'evento "R2I - Research to Innovate Italy 2026" a Bologna. "Speriamo che sia l'ennesima crisi che risolviamo", ha dichiarato il ministro, ricordando che al momento dell'insediamento del Governo erano aperti oltre 50 tavoli di crisi con circa 80mila lavoratori coinvolti e che oltre 40 situazioni sarebbero state risolte. Urso ha citato i casi Whirlpool-Beko, Piaggio Aerospace, La Perla e Marelli come esempi di interventi conclusi con la salvaguardia di lavoratori e siti produttivi. Sul caso Electrolux il ministro ha definito "inaccettabile" il piano presentato dall'azienda e ha collegato le difficoltà del settore anche "alle scelte ideologiche del Green Deal" e alla concorrenza cinese nel mercato europeo degli elettrodomestici. "L'Electrolux attraversa una crisi dovuta anche alle scelte perverse e ideologiche del Green Deal, che hanno esposto il mercato e la produzione europea alla concorrenza selvaggia e sleale della Cina. Possiamo dirlo?" - e ancora - "Siamo in Europa a tutela delle imprese del lavoro europeo, in una revisione radicale delle regole del Green Deal, e per ottenere misure di salvaguardia dalla concorrenza sleale, come recentemente abbiamo ottenuto per il settore dell'acciaio". "Per questo - fa sapere Urso - il tema dell'elettrodomestico l'ho posto ai commissari competenti, perché ritengo che anche questo sia un settore strategico a cui l'Europa non può rinunciare. E da sola l'Italia non puo' fronteggiare un fenomeno che è globale e che purtroppo deriva anche dalle regole europee che lasciano campo libero alla concorrenza sleale". Eppure a parte gli interventi produttivi (vedi paragrafo sotto), Electrolux ha investito in energia rinnovabile e resilienza ambientale: nel 2025 parte dei 47,8 milioni di investimenti in Italia è andata a installare pannelli solari su Porcia e Susegana, con analoghi progetti valutati per Forlì e Solaro. Complessivamente tutti i cinque siti italiani sono oggi certificati “zero waste landfill”, frutto di opere di riorganizzazione e migliori cicli di recupero. Stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (ANSA) I cinque stabilimenti di Electrolux in Italia: dalle lavatrici alle cappe aspirantiElectrolux, fondata nel 1919 in Svezia, è uno dei principali produttori mondiali di elettrodomestici, con decine di stabilimenti in Europa, Asia e Americhe. In Italia l’azienda è presente da decenni con una decina di siti tra produzione, logistica e uffici. Qui ci sono cinque stabilimenti produttivi che coprono l'intera “gamma del bianco”. Tra il 2023 e il 2025 Electrolux ha impegnato in Italia centinaia di milioni di euro distribuiti sui cinque stabilimenti, con un focus su automazione, efficienza e decarbonizzazione. Per il solo 2025 il gruppo ha annunciato investimenti in Italia di circa 72 milioni di euro, a fronte di una prevista leggera crescita dei volumi produttivi.Lo stabilimento di Solaro (Milano), 640 dipendenti, è dedicato principalmente alla produzione di lavastoviglie per i marchi Electrolux, AEG e Zanussi, destinati al mercato europeo e in parte anche extra‑UE. Qui sono stati investiti circa 26 milioni nel 2023 e 31 milioni previsti nel 2024 per lavastoviglie, con forte impegno in automazione e ottimizzazione.Lo stabilimento di Porcia (Pordenone), 1500 dipendenti, è focalizzato su lavatrici e lavasciuga (lavatrici a carica frontale e a carica dall’alto e asciugatrici). Qui sono stati investiti circa 20 milioni nel 2023 e altri 12 milioni nel 2024; oltre 47 milioni di investimenti totali in Italia nel 2025 includono anche opere su questo sito.Lo stabilimento di Susegana (Treviso), 1000 dipendenti, produce frigoriferi e congelatori (frigoriferi combinati, side‑by‑side e colonne frigo), posizionandosi come polo del freddo del gruppo in Italia. È il polo più rilevante: nel 2019 c'è stato qui un investimento superiore a 130 milioni di euro che ha creato le due linee d’assemblaggio “Genesi”, rendendo il sito una delle aree più automatizzate del gruppo. Nel 2023–2026 è stato poi varato un nuovo piano da circa 110 milioni di euro per produrre frigoriferi da incasso, con nuova linea, aumento del gettito orario e politiche di riqualificazione professionali.Lo stabilimento di Forlì, 850 dipendenti, è specializzato nella produzione di forni e piani cottura (forni elettrici a incasso, piani cottura a induzione, a gas e misti), spesso venduti anche con i marchi Frigidaire e Zanussi. Qui sono stati investiti circa 5 milioni nel 2023 e 8 milioni nel 2024, con un calo di volumi ma un rafforzamento impiantistico.Lo stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona) si occupa di cappe per cucina (cappe aspiranti da incasso, a parete e a isola), completando la gamma dei prodotti per la cucina collegati ai fornelli e piani cottura. È quello che dovrebbe chiudere totalmente, con la perdita di tutti i 170 posti di lavoro. Tutto questo nonostante i 3 milioni di euro investiti sia nel 2023 sia nel 2024, con aumento previsto dei volumi nel 2024.