Il gruppo svedese di elettrodomestici Electrolux dimezzerà la produzione e taglierà 1.700 posti di lavoro in Italia. L’annuncio ufficiale è arrivato lunedì, la società ha spiegato che i tagli di produzione e personale nelle fabbriche italiane saranno pari a quasi il 40% dei 4.500 occupati nel Paese. Dandone comunicazione nel corso di un incontro a Mestre, la direzione ha presentato il piano inquadrandolo come un «percorso per ottimizzare il proprio assetto organizzativo e produttivo in Italia».

La riduzione degli organici riguarda l’intera presenza produttiva del gruppo sul suolo nazionale, che riguarda gli stabilimenti di Forlì, Porcia (in Friuli-Venezia Giulia), Susegana (in provincia di Treviso), Solaro (nell’hinterland milanese) e Cerreto d’Esi (in provincia di Ancona). Il sito marchigiano era da tempo considerato tra i più fragili: nel 2025 aveva prodotto circa 77mila cappe, volumi sensibilmente più bassi rispetto agli altri impianti. Lì si concentreranno i tagli per il momento. La crisi arriva dopo mesi di difficoltà per il settore degli elettrodomestici, compresso tra una domanda debole, concorrenza asiatica e costi industriali in aumento.

Il gruppo ha precisato che «ogni impatto sulla forza lavoro sarà gestito nel rispetto delle opportune procedure formali e attraverso interlocuzioni costruttive con istituzioni e sindacati», aggiungendo che «l’azienda si impegna a individuare tutte le misure disponibili per attenuare le ricadute sociali e sostenere i dipendenti coinvolti nel percorso di transizione». Dalla stessa direzione è stata esclusa una possibile partnership con il gruppo cinese Midea, analoga a quella siglata negli Stati Uniti, e su cui parte dei lavoratori sperava per salvare i dipendenti italiani.