Si e' riunito oggi il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm di Electrolux costatando "l'immediata ed efficace azione di lotta con scioperi e presidi in tutti i siti coinvolgendo anche le istituzioni locali". Il coordinamento ha deciso di "non interrompere le iniziative a sostegno della vertenza necessarie a far cambiare idea alla multinazionale e sollecitare le istituzioni". Continuera' perciò "lo stato di agitazione con scioperi articolati negli stabilimenti e lo sciopero dello straordinario e delle flessibilità a tempo indeterminato". Inoltre, il giorno 25, in concomitanza con l'incontro previsto, si terrà uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, con un presidio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale parteciperanno rappresentanze dei lavoratori provenienti da tutti gli stabilimenti italianiEsito quasi scontato la proclamazione dello sciopero dopo l'incontro che si era tenuto l11 maggio tra la multinazionale svedese Electrolux e i sindacati, a Marghera, nella sede della Confindustria. Dopo le chiusure recenti degli stabilimenti in Ungheria (800 esuberi) e in South Carolina (1200 esuberi), Electrolux aveva comunicato la scelta di tagliare 1700 posti in tutta Italia, il 40% della forza lavoro, e di chiudere la fabbrica di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, dove sono impiegate 170 persone.Un piano di ristrutturazione pesantissimo, al quale i sindacati hanno risposto con lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero. Un anno fa l'azienda dava lavoro in Italia a 5.700 persone, un mese fa erano 4.500 e ora, con i nuovi tagli, ne dovrebbero rimanere solo 2.800.Il Governo, nella persona del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, aveva fatto sapere due giorni fa che avrebbe convocato proprio il 25 maggio azienda, sindacati e regioni per affrontare la nuova crisi che coinvolge Electrolux. Urso aveva citato i casi Whirlpool-Beko, Piaggio Aerospace, La Perla e Marelli come esempi di interventi conclusi con la salvaguardia di lavoratori e siti produttivi. Sul caso Electrolux il ministro aveva definito "inaccettabile" il piano presentato dall'azienda, collegando le difficoltà del settore anche "alle scelte ideologiche del Green Deal" e alla concorrenza cinese nel mercato europeo degli elettrodomestici. Eppure a parte gli interventi produttivi (vedi paragrafo sotto), Electrolux ha investito in energia rinnovabile e resilienza ambientale: nel 2025 parte dei 47,8 milioni di investimenti in Italia è andata a installare pannelli solari su Porcia e Susegana, con analoghi progetti valutati per Forlì e Solaro. Complessivamente tutti i cinque siti italiani sono oggi certificati “zero waste landfill”, frutto di opere di riorganizzazione e migliori cicli di recupero. Stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (ANSA) I cinque stabilimenti di Electrolux in Italia: dalle lavatrici alle cappe aspirantiElectrolux, fondata nel 1919 in Svezia, è uno dei principali produttori mondiali di elettrodomestici, con decine di stabilimenti in Europa, Asia e Americhe. In Italia l’azienda è presente da decenni con una decina di siti tra produzione, logistica e uffici. Qui ci sono cinque stabilimenti produttivi che coprono l'intera “gamma del bianco”. Tra il 2023 e il 2025 Electrolux ha impegnato in Italia centinaia di milioni di euro distribuiti sui cinque stabilimenti, con un focus su automazione, efficienza e decarbonizzazione. Per il solo 2025 il gruppo ha annunciato investimenti in Italia di circa 72 milioni di euro, a fronte di una prevista leggera crescita dei volumi produttivi.Lo stabilimento di Solaro (Milano), 640 dipendenti, è dedicato principalmente alla produzione di lavastoviglie per i marchi Electrolux, AEG e Zanussi, destinati al mercato europeo e in parte anche extra‑UE. Qui sono stati investiti circa 26 milioni nel 2023 e 31 milioni previsti nel 2024 per lavastoviglie, con forte impegno in automazione e ottimizzazione.Lo stabilimento di Porcia (Pordenone), 1500 dipendenti, è focalizzato su lavatrici e lavasciuga (lavatrici a carica frontale e a carica dall’alto e asciugatrici). Qui sono stati investiti circa 20 milioni nel 2023 e altri 12 milioni nel 2024; oltre 47 milioni di investimenti totali in Italia nel 2025 includono anche opere su questo sito.Lo stabilimento di Susegana (Treviso), 1000 dipendenti, produce frigoriferi e congelatori (frigoriferi combinati, side‑by‑side e colonne frigo), posizionandosi come polo del freddo del gruppo in Italia. È il polo più rilevante: nel 2019 c'è stato qui un investimento superiore a 130 milioni di euro che ha creato le due linee d’assemblaggio “Genesi”, rendendo il sito una delle aree più automatizzate del gruppo. Nel 2023–2026 è stato poi varato un nuovo piano da circa 110 milioni di euro per produrre frigoriferi da incasso, con nuova linea, aumento del gettito orario e politiche di riqualificazione professionali.Lo stabilimento di Forlì, 850 dipendenti, è specializzato nella produzione di forni e piani cottura (forni elettrici a incasso, piani cottura a induzione, a gas e misti), spesso venduti anche con i marchi Frigidaire e Zanussi. Qui sono stati investiti circa 5 milioni nel 2023 e 8 milioni nel 2024, con un calo di volumi ma un rafforzamento impiantistico.Lo stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona) si occupa di cappe per cucina (cappe aspiranti da incasso, a parete e a isola), completando la gamma dei prodotti per la cucina collegati ai fornelli e piani cottura. È quello che dovrebbe chiudere totalmente, con la perdita di tutti i 170 posti di lavoro. Tutto questo nonostante i 3 milioni di euro investiti sia nel 2023 sia nel 2024, con aumento previsto dei volumi nel 2024.