HomeElezioniVincenzo De Luca, lo ‘sceriffo’ che ha litigato con tutti i segretari Pd. Di nuovo in pista nella sua SalernoSindaco a 77 anni senza il simbolo dei dem tra le sue liste. L’ex presidente della Regione Campania è rimasto fedele alla sua linea, tra linguaggio diretto e rapporto quasi fisico con il consensoStretta di mano tra Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, e Vincenzo De Luca (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSalerno, 25 maggio 2026 – A Salerno non si vota soltanto un sindaco. Si celebra un ritorno. Vincenzo De Luca torna dove tutto è cominciato e lo fa nel solo modo che conosce: occupando la scena, piegando il partito, imponendo il proprio nome come fosse inevitabile. A 77 anni è di nuovo candidato sindaco della sua città. Quinta candidatura, trentatré anni dopo quella del 1993. E il dettaglio più politico sta proprio sulla scheda: il Pd non c’è. O meglio, non si vede. Sette liste civiche, nessun simbolo di partito. Perché De Luca, in fondo, non ha mai avuto bisogno davvero del Pd. Il suo partito è sempre stato sé stesso. È questo il cuore del deluchismo: una forma di potere personale, verticale, territoriale, che attraversa le stagioni politiche senza cambiare natura. Sono cambiati i segretari democratici, le alleanze, i nomi della sinistra. Lui no. De Luca è rimasto sempre uguale: linguaggio da sceriffo, comando diretto, insofferenza per Roma e rapporto quasi fisico con il consenso.
Vincenzo De Luca, lo ‘sceriffo’ che ha litigato con tutti i segretari Pd. Di nuovo in pista nella sua Salerno
Sindaco a 77 anni senza il simbolo dei dem tra le sue liste. L’ex presidente della Regione Campania è rimasto fedele alla sua linea, tra linguaggio diretto e rapporto quasi fisico con il consenso













