Alla vigilia del festival letterario di Gerusalemme, Erri De Luca si dichiara apertamente sionista, definendo il termine come il basilare riconoscimento del diritto d’Israele all’esistenza e alla difesa. Lo scrittore respinge con fermezza la definizione di genocidio per i massacri di civili a Gaza, derubricandoli a tragiche conseguenze di una guerra urbana.

Le parole di Erri De Luca

Le dichiarazioni sul genocidio

Il significato del movimento sionista oggi

Le parole di Erri De LucaAlla vigilia della sua partecipazione all’International Writers Festival di Gerusalemme, lo scrittore Erri De Luca ha scosso il panorama culturale con una serie di considerazioni sul conflitto in Medio Oriente.Intervistato dal quotidiano Israel Hayom, l’autore ha spiegato che in Italia e in gran parte dell’occidente l’appellativo di sionista viene oggi considerato “una maledizione, un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile”.ANSALo scrittore Erri De Luca si è definito "sionista" nel corso di una intervistaAl contrario, l’intellettuale ha rivendicato con forza il termine, specificando che per lui rappresenta semplicemente “il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”, aggiungendo che chiunque veda due entità vivere fianco a fianco dovrebbe considerarsi tale senza temere il prezzo di dirlo ad alta voce.Le dichiarazioni sul genocidioEntrando nel merito delle operazioni militari nella Striscia, espresse anche in una corrispondenza con la cantante Achinoam Nini, lo scrittore ha rifiutato l’uso della parola genocidio, definendola “una distorsione storica e verbale”.Pur riconoscendo che si tratta di “una guerra brutale e moderna” in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile a causa dei combattimenti negli spazi urbani densi tra scuole e ospedali, De Luca ha respinto l’ipotesi dello sterminio programmato.