Erri De Luca non sarà al Salerno Letteratura Festival in cui era stato invitato, a causa del suo dichiararsi «sionista» e contrario all’impiego del termine «genocidio» per definire il massacro dei civili a Gaza. Affermazioni che lo avrebbero reso «incompatibile» con l’impianto politico-culturale della kermesse. Ora, con quanto sostenuto dallo scrittore si può convenire, dissentire o oscillare: ma la censura «preventiva» è una forma di neo-fascismo di periferia! Specie ove si pensi che l’evoluzione dei «sionismi» tra storia e politica è questione controversa e quindi bisognosa di una discussione pluralistica ad ampio spettro democratico.Così come l’impiego del termine «genocidio» per designare i massacri dei civili palestinesi non è scontato e anche sul piano giuridico è oggetto di valutazioni contrastanti fra gli studiosi. Insomma i temi posti da De Luca chiedono profonda discussione: perché mai allora, diventano causa di una vera e propria scomunica che impedisce a uno dei più apprezzati intellettuali italiani di esprimersi in un festival letterario?Qualcuno pensa ancora che il vagheggiato sol dell’avvenire debba sorgere sulle macerie della libertà di parola? Chi lo pensa si rassegni: se De Luca vorrà, potrà venire da noi in Università, a Scienze politiche, ad esprimere il suo pensiero per nutrire il confronto critico.
Fra sionismi, genocidi e neofascismi
Erri De Luca non sarà al Salerno Letteratura Festival in cui era stato invitato, a causa del suo dichiararsi «sionista» e contrario all’impiego del termine...










