Il Festival Salerno Letteratura si aprirà senza la prolusione di Erri De Luca. La direzione ha deciso di escluderlo dopo il montare, nei giorni scorsi, della polemica intorno alle sue dichiarazioni su Israele, sionismo e genocidio in Palestina. "La prolusione in un primo momento avrebbe dovuto tenerla Erri De Luca, autore molto letto e altrettanto amato. Ma la prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza" riferisce a Il Mattino il condirettore artistico della manifestazione, Gennaro Carillo. "La prolusione è l'atto che apre il festival e in un certo senso ne detta la linea. Per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c'è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare", aggiunge Carillo. "Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me, taglia corto lo scrittore napoletano che - intervistato da Ansa - dichiara di non voler aggiungere nessun commento. "Pure questa alla fine è una dichiarazione" afferma. In un'intervista ad Israel Hayom rilasciata lo scorso 26 maggio aveva apertamente dichiarato di essere sionista, schierandosi contro l’uso dispregiativo del termine: "Sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele. Invece per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele. Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce". De Luca - tra le altre cose studioso di lingua e cultura ebraica - ha poi ripreso l’accusa di chi gli contesta di non utilizzare il termine "genocidio" rispetto alla tragedia di Gaza. "Non uso questo termine per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l'avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo", aveva detto lo scrittore. L’articolo parla di “una profonda rabbia grammaticale” da parte dello scrittore, che ha tenuto a precisare di saper benissimo cosa sia un genocidio. Secondo De Luca, applicare il termine alla guerra di Gaza sarebbe “una distorsione storica e verbale”.
Erri De Luca escluso dall'apertura del Festival Salerno Letteratura per le sue dichiarazioni su Gaza. La replica dello scrittore: "Sono loro ad essersi esclusi da me"
Era finito al centro delle polemiche per essersi definito "sionista" e aver negato l'uso della parola "genocidio" in riferimento a quanto sta facendo Israele ne










