“Proprio nel periodo in cui lavoravo a Teen Vogue è iniziata la prima ondata dei social media e io sono sempre stata il tipo di persona che, se ama qualcosa, vuole condividerla”. Eva Chen, 47enne americana di origini cinesi, dal 2015 è head of fashion partnerships di Instagram. La sua carriera nella moda e nel tech è iniziata per caso, racconta, con uno stage ad Harper’s Bazaar – “Era l’unico retribuito, lo scelsi per quello” – nell’ultima estate libera prima dell’esame di ammissione a Medicina. Vedere da vicino come si facevano i giornali di moda, che all’inizio degli anni Duemila erano a un passo dall’essere travolti dalla rivoluzione digitale, le fece cambiare idea sul suo futuro. Dopo quello stage va a Lucky, “a occuparmi del lavoro più umile: compilare i crediti dei servizi”, per poi fare il salto a Elle, settore beauty, quindi Teen Vogue. Nel 2013, Anna Wintour la chiama a dirigere Lucky: a 33 anni è tra le più giovani direttrici di Condé Nast.
Eva Chen, head of fashion parterships di Instagram. foto courtesy Eva Chen
“Non ho mai creduto nel gatekeeping, la tendenza a trattenere informazioni per sé. Ho sempre un consiglio pronto”, dice. “Tra il 2010 (anno in cui lnstagram è stato lanciato, ndr) e il 2014 i social stavano esplodendo e io ero già molto attiva. Ho scoperto che erano un modo per condividere tutti i retroscena che non trovavano spazio negli articoli. E ho capito che molti dei miei follower non erano interessati all’evento in sé, ma ai dettagli: com’erano i fiori? Il menù? Che cosa indossavano Laetitia Casta o Gwyneth Paltrow?”. Il resto, possiamo dirlo, è storia. In quegli anni Instagram diventa una finestra sulla vita delle persone, prima con le foto spontanee che rendono ogni piccola mondanità degna di condivisione, poi sempre più curated, ovvero filtrate, fino all’avvento della creatura che avrebbe ridefinito media, politica e moda: gli influencer. Chen l’ha intuito prima di tanti suoi colleghi. “Le persone volevano sentirsi più vicine, avere un senso di intimità e autenticità. Ed è quello che Instagram ha fatto. Dicevo sempre: “Dovremmo postare di più”, “Dovremmo avere qualcuno che si occupa solo di questo”. Dopo aver lasciato Lucky, mi sono presa una pausa e poi è arrivata la proposta di Meta. Ho sempre pensato che avrei lavorato nei magazine, ma poi mio marito, che non è per niente attivo online, mi ha fatto notare che stavo già lavorando sui social”.







