"Credo ancora nei social, sono democratici, se hai qualcosa da dire ti danno la platea".

Lo dice Chiara Ferragni, dopo il proscioglimento dalle accuse per il Pandorogate, che l'ha vista sul banco degli imputati, in un'intervista di Roberto Sommella pubblicata su Milano Finanza.

"Anche oggi - aggiunge - potrebbe nascere una Chiara Ferragni dai social". La moda? "È cambiata, ma dipende ancora dagli influencer" dice. Oggi sarebbe possibile avere un fenomeno come Chiara Ferragni partendo da zero? "Sì, certamente. I social sono molto democratici, quindi se hai qualcosa da dire di interessante puoi trovare la tua community". Quindi c'è lo stesso tasso di democrazia nei social e nel mondo reale? "Direi di sì".

Con la differenza che, come diceva Umberto Eco, dai quattro amici al bar si passa a milioni di persone. "La differenza è quella, aveva ragione Eco". Dopo il proscioglimento finale sottolinea: "di buono ho imparato a dare più valore a me stessa come persona, meno come personaggio" e spiega: "penso che questi due anni mi abbiano fatto crescere come dieci anni 'normali', quindi mi sento molto più matura e magari anche un po' più disillusa rispetto al passato, sotto tanti punti di vista". Si è fatto, per la prima volta - afferma - un procedimento per truffa aggravata, partendo da una sanzione per pubblicità ingannevole. Moltissime persone erano molto sorprese, in primis i nostri legali". Tutti i fronti del cosiddetto Pandorogate sono stati chiusi con degli accordi? "Sì, assolutamente, anche con un accordo col Codacons. A quanto è ammontato il risarcimento totale alla fine?