Oltre un secolo fa, la tennista Suzanne Lenglen – famosa per le “scandalose” gonne a pieghe tagliate al ginocchio – iniziò a indossare gli abiti di Jean Patou, stilista rivale di Coco Chanel. Mentre il fatturato di Patou cresceva, Suzanne diventava una copiatissima icona di stile: insomma, è stata una testimonial ante litteram. Il cerchio, ora, si è chiuso: anche nell’epoca dei social network e dell’intelligenza artificiale, i brand continuano a cercare il testimonial perfetto, capace di spiccare in un mare di influencer in cui tutti promuovono un po’ tutto. Da Dakota Johnson per Valentino Beauty a Gracie Abrams per Chanel, fino a Eileen Gu per Armani Beauty: com’è cambiato il ruolo del testimonial?
La moda corteggia lo sport
Sarà per via delle Olimpiadi e dei Mondiali, ma lo sport non è mai stato così glamour. L’esempio più recente è quello di Eileen Gu, nuova Global Make-up Ambassador della Maison. campionessa olimpica pluridecorata, laureata alla Stanford University, amata dalla Gen Z per le risposte senza filtri nelle sue interviste: ora la sciatrice freestyler sarà protagonista delle campagne dedicate ai prodotti Lip Maestro e Armani Dolci Makeup Blush. Il caso di Eileen Gu è particolarmente emblematico: gareggia in uno sport di nicchia, ma il suo volto è conosciuto ovunque. Non è una modella, ma si muove con disinvoltura in questo mondo (ha partecipato al Met Gala 2026 con un virale abito couture di bolle di sapone). Pensando alla leggenda di Suzanne Lenglen, è impossibile non citare Jannik Sinner, saldamente al primo posto nel ranking e testimonial di Gucci (oltre che di Rolex, Allianz, Lavazza…). Per non parlare poi del pilota di Formula1 Lewis Hamilton (volto di Dior) e di David Beckham, capostipite di tutti i calciatori-modelli. Gli sportivi sono i nuovi divi: incarnano storie di disciplina, sacrificio e successo, sono attenti alla salute e alla cura di sé e sanno come flirtare con la moda, usandola anche sul campo da gioco.







