Come eravamo, la nostalgia bipartisan. Il libro di Velardi e l'eccesso di esternazioni di La Russa. Il corsivo di Falconi
I ricordi che Claudio Velardi condivide con il Corriere della sera dei suoi anni passati alla Fgci con Massimo D’Alema, spiegando che era diventato comunista per acchiappare di più con le ragazze, fanno il paio con le dichiarazioni di Ignazio La Russa relative ai suoi rapporti con Almirante e al ruolo che il segretario missino svolse nella democrazia repubblicana. Un trasversale “come eravamo” nel quale parlano persone che si sfilano da una posizione identitaria perché, con la maturità, hanno assunto un diverso equilibrio.
Velardi lo esterna in un libro edito da Liberilibri, intitolato “Siamo stati iscritti al Pci”, di cui è coautore con Chicco Testa, la dissociazione del quale dalle posizioni giovanili è ancora più evidente, avendo nel tempo maturato una riconoscibilità come sostenitore dell’innovazione e del nucleare, come contestatore dell’ecologismo di moda e di maniera. Tutte cose che a sinistra non piacciono molto, ovviamente. (Il libro sarà presentato domani, martedì 26 maggio, alle ore 17.30, presso Confedilizia, in via Borgognona 47 a Roma. Con gli autori, intervengono: Guido Crosetto, Roberto Gualtieri, Paolo Mieli, Claudio Petruccioli. Modera: Myrta Merlino).













