Il primario Emanuele Michieletti accusato di violenza sessuale sulle colleghe e le infermiere del reparto di radiologia dell’ospedale Gugliemo da Saliceto di Piacenza è tornato a lavorare, seppure in uno studio privato: l’Ordine dei Medici ha revocato la sospensione. Dalla chiusura delle indagini è emerso quadro gravissimo: “Violenze su almeno 8 colleghe, su un’infermiera abusi per 10 anni”.

Per anni il primario del reparto di Radiologia dell'ospedale Gugliemo da Saliceto di Piacenza avrebbe trasformato il reparto, e in particolare il suo ufficio, nel luogo in cui moltissime dottoresse, tecniche di radiologia e infermiere, subivano molestie. Emanuele Michieletti, medico del reparto di radiologia, secondo gli inquirenti, avrebbe abusato di moltissime colleghe con mani sotto i vestiti e carezze non richieste. Il 6 maggio 2025, al momento dell'arresto, le accuse contro Michieletti erano già gravissime: il medico era stato subito licenziato e sospeso dalla professione.

Le indagini preliminari si sono concluse pochi giorni fa e dalle carte depositate dalla Procura di Piacenza emerge un quadro terribile. Un solo caso ha permesso di aprire un vero e proprio vaso di Pandora, scoperchiato da una dottoressa che aveva denunciato, sfidando l'omertà dell'ospedale e dando il via a una serie di racconti di altre vittime. Le intercettazioni hanno fornito i riscontri che hanno poi permesso agli inquirenti di far emergere altre violenze. Alla prima denuncia era seguita una seconda, poi ritirata dalla vittima. Al termine delle indagini preliminari, però, sono decine i presunti casi di violenza ai danni di almeno 8 persone. Di queste, 5 hanno presentato formale querela e alcune sono assistite dagli avvocati Daniele Pezza e Paolo Tosoni.