Sono chiuse le indagini della Procura di Piacenza sul dottor Emanuele Michieletti, ex primario di Radiologia dell’ospedale di Piacenza che un anno fa è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale e stalking nei confronti di colleghe, sia dottoresse che infermiere, che lavoravano nel suo reparto. Lo scrive la Libertà. Sono otto le persone offese negli atti notificati.

E’ “un atto dovuto”, commenta al quotidiano piacentino l’avvocato Pietro Roveda. “Produrremo le nostre memorie difensive nei termini di legge e valuteremo se sottoporci a un interrogatorio”.

Le intercettazioni nell'ufficio di Michieletti documentarono 32 violenze sessuali in 45 giorni. "Di fatto, il primario compiva sistematicamente atti sessuali con quasi tutte le donne che varcavano da sole la porta del loro ufficio", scrisse la polizia. E le donne, temendo conseguenze a livello lavorativo, spesso restavano in silenzio. L'indagine della Procura di Piacenza è partita dalla denuncia di una dottoressa, che raccontò di essere stata sbattuta contro un mobile e costretta a subìre atti sessuali, interrotti solo dal provvidenziale arrivo di un collega che bussò alla porta. Michieletti finì ai domiciliari e fu licenziato dall'Ausl all’emergere di queste intercettazioni. Ma sei mesi dopo, scrive il Corriere della Sera, l’ex primario è tornato a lavorare in uno studio privato, in conseguenza della revoca da parte dell’Ordine dei medici della sospensione dalla professione.