L’opera prima del successore di Francesco, presentata nella sala stampa della Santa sede, richiama i potenti del mondo a fare dell’IA un’alleata dell’uomo e non una sua nemica, nel segno di una rivoluzione industriale da governare e non da subire. Ma anche a un’economia non più schiava dei decimali. E la nuova ricchezza delle Nazioni sono i dati

In fin dei conti, c’è poca differenza tra un motore a scoppio e un umanoide dotato di Intelligenza Artificiale. Sempre di rivoluzione si tratta. 135 anni fa, quando Leone XIII, quarto pontefice più duraturo al soglio di Pietro, scrisse la Rerum novarum, il mondo correva veloce verso l’automobile, la meccanizzazione dell’industria ma anche verso nuove e terribili innovazioni belliche. E proprio quando prendeva forma la civiltà delle macchine, fu tempo di nuovo umanesimo, in un fine Ottocento avvolto dalla seconda rivoluzione industriale. Oggi, invece, la corsa è verso nuove forme di intelligenza. Ma la sostanza cambia poco. Leone XIV ha davanti a sé una sfida se possibile ancora più difficile e insidiosa: difendere l’umanità dall’Intelligenza Artificiale. Ancora una volta, l’uomo al centro, mentre tutto intorno corre veloce. Certo, non si ferma il vento con le mani e un’enciclica non può arrestare il corso della storia. Eppure vale la pena tentare.