MESTRE - Piove sempre sul bagnato, anche col sereno, sui quattro palazzi del "supercondominio" San Marco, nel cuore di Mestre in Corso del Popolo. Interessati dal crack economico della Lubi Immobiliare Srl di Ciampino, che nel passaggio di proprietà di diversi appartamenti non ha pagato i debiti, arrivando a una voragine da 1,2 milioni di euro che un nuovo amministratore e i proprietari stanno ripianando, da circa un anno anche i piccoli spazi verdi del Comune, adiacenti alla proprietà, sono oggetto di degrado: quello che affaccia sulla via principale accoglie solo resti di bagordi notturni, ma quello interno è diventato ritrovo di spacciatori e consumatori di sostanze e anche di qualche senzatetto.

«Hanno appena fatto una retata della polizia - racconta una residente - ma tanto poi tornano. Ci sono a tutte le ore tra chi fa uso e i nordafricani che vendono». Tra i nuovi "residenti" del giardinetto che da su via Milano, anche un tossicodipendente che si è accomodato su una poltrona, mentre un clochard sposta le sue cose su un carrello preso "in prestito" dal vicino supermercato. Ogni mattina tracce di siringhe e deiezioni, tanto che quando il personale Veritas passa a pulire, invocato dagli inquilini, è sempre in tenuta da disinfestazione, raccontano. «Fino a che il Comune non recinta l'area il problema non si risolve - sospira qualcuno - gli anziani che curano la aiuole si fanno coraggio per non abbandonarle, ma la gente ha paura». «La polizia locale ha già allargato il perimetro includendo l'area fra quelle attenzionate a partire dalla stazione - dichiarano dal Comune - sotto pressione gli sbandati si allargano. Recintare non è sempre la soluzione migliore, ma non ci sono preclusioni, per iniziare si potrebbe ampliare lo spettro della videosorveglianza». Come ammette un inquilino: «Non è che le forze dell'ordine non ci siano, ma la zona è diventata un buco nero e una volta era un fiore all'occhiello. Gli interventi non sono tempestivi, così quando arrivano i poliziotti, spacciatori e consumatori se la sono già data a gambe, oppure li sgomberano ma poi tornano».