MESTRE - Da quando sono andati a parlare con la dirigente del commissariato di Mestre hanno visto più pattuglie. Polizia, vigili, carabinieri e militari di "Strade sicuri" ormai passano più volte al giorno in quell'angolo finale di via Felisati che, da anni, è diventato un ritrovo di tossicodipendenti che bivaccano e consumano sostanze in strada, al massimo "protetti" dalle auto in sosta. Ma gli sbandati sono sempre di più e, non appena le forze dell'ordine svoltano verso via Piave, ecco che ritornano tutti, come e più di prima.

Ed ora, mentre i condomini si stanno attrezzando per installare nuove recinzioni dove è possibile, i residenti chiedono al sindaco Brugnaro, alla Polizia locale e anche ai candidati alle prossime elezioni comunali l'installazione di "dissuasori fisici" per impedire i bivacchi in quell'angolo maledetto.

«I proprietari della "Palazzina Edera" di via Felisati 102, la ditta Rovigatti, lavanderia Pumati, Hotel Aaron, i residenti/proprietari del condominio Fabio e del quartiere, scrivono la presente lettera aperta per denunciare una situazione di degrado umano e urbano non più tollerabile - scrivono gli abitanti -. Da troppo tempo l'angolo della palazzina è diventato un bivacco permanente per tossicodipendenti. Nonostante il recente e apprezzato incremento dei controlli da parte di tutte le forze dell'ordine, la natura temporanea di tali interventi non risolverà il problema. Siamo costretti ad assistere comunque a scene di consumo di droghe pesanti alla luce del sole, persone con abiti abbassati intenti a iniettarsi sostanze, le aree condominiali vengono utilizzate come latrine a cielo aperto e abbandono sistematico di rifiuti pericolosi, inclusi aghi scoperti e siringhe sporche di sangue».