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La ricerca

di Leandro Perrotta

25 Maggio 2026, 07:28

Per i turisti in città sono circa 32mila i posti letto disponibili. Ben 22.890 sono “in vendita” su Airbnb, quasi tre volte più degli 8.820 delle strutture ricettive “certificate”. Il dato è emerso dall’analisi “Airmap”, progetto guidato dal Politecnico di Torino che ha preso in esame l’evoluzione del fenomeno degli alloggi privati in affitto per tempi brevi tramite la piattaforma digitale più diffusa al mondo tra il 2017 e il 2024. Lo studio si è concentrato su 16 delle principali città italiane, tra cui il capoluogo etneo, dove è stato curato da un team della Università di Catania composto dalla ricercatrice Eliana Fisher (Dicar) e dalle professoresse Teresa Graziano (Di3A) e Laura Saija (Dicar). I dati confermano una percezione comune: gli alloggi sono cresciuti molto in questi anni, per la precisione del 90%, contro una media italiana del 52%. Sono passati dai 3.265 del 2017 ai 6.143 del 2024 e i posti letto a disposizione totali sono appunto 22.890. Anche a Catania inoltre la tendenza su Airbnb è l’affitto di interi appartamenti, mentre le altre tipologie di alloggi diminuiscono in percentuale (stanze private) e in assoluto (stanze condivise). Se nel 2017 le intere abitazioni risultavano 2.025 (il 62,1% degli annunci) seguite dalle stanze private (36,5%), nel 2024 le prime rappresentano il 74,1% del totale (4.554 annunci) mentre le seconde il 25,4%, con una variazione dal 2017 rispettivamente del +9,7% e del -30,4%. La quota di stanze condivise e camere d’albergo, pari a 30 e 16% nel 2017, nel 2024 si attesta rispettivamente a 11 e 18%.