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Leggendo l’editoriale di ieri del direttore Capezzone, mi sono interrogato profondamente sul perché sia calato il silenzio dopo i fatti di Modena. Mi sono chiesto soprattutto perché si sia preferito parlare d’altro e perché siamo in pochi a combattere il nuovo volto del male. Mi chiedo perché arabi e israeliani comprendano e rilancino il nostro appello contro la Fratellanza musulmana, mentre in Italia pochi lo comprendono e si impegnano davvero per metterla al bando. C’è chi ha paura di perdere voti affrontando temi come questo, chi di essere additato come responsabile politico della situazione. Esiste però anche un articolato disegno del nuovo «impero del male», retto da sinistri e islamisti. I primi sono gli utili idioti dei secondi, che invece sono strutturati, organizzati e finanziati, come abbiamo visto. È questa nuova alleanza a condurre le danze, a orientare il dibattito e i media. È questa alleanza a oscurare un attentato islamista con la storiella dei compagni della Flotilla derisi da quel clown di Ben-Gvir. Al Jazeera e gli amici di Hamas sono bravi a organizzare flottiglie e circhi mediatici a loro funzionali. Hanno spostato l’attenzione in modo magistrale: quasi tutti, invece di occuparsi del pericolo che corrono gli italiani, sono passati alla sceneggiata tra un politicante israeliano a caccia di voti e dei buffoni con la kefiah in gita in barca. Sarebbe come se domani scoppiasse una nuova pandemia e al telegiornale parlassero della rissa tra il Gabibbo e qualche concorrente di un reality.