Negli ultimi giorni, dopo il fatto gravissimo accaduto a Modena, abbiamo ascoltato tutto e il contrario di tutto. Abbiamo visto i social esplodere di odio, violenza, razzismo e xenofobia. E ci siamo chiesti se davvero alcuni esponenti dei partiti di maggioranza abbiano deciso di smentire, nei fatti e nelle parole, quanto affermato a Modena dal presidente della Repubblica, dalla presidente Meloni, dal ministro Piantedosi e dal vicepresidente Tajani. Da parte loro parole di responsabilità, equilibrio istituzionale e vicinanza a una città ferita, sconvolta e traumatizzata da una tragedia sulla quale attendiamo ancora il pieno accertamento della verità da parte della magistratura.

Quello a cui abbiamo assistito, invece, è stata una corsa cinica alla speculazione politica. Ancora una volta si è tentato di trasformare il dolore di una comunità in una clava propagandistica. Abbiamo visto lo spettacolo indegno di chi, anziché contribuire a ricostruire fiducia e coesione, ha scelto di alimentare paura, rabbia e odio sociale pur di inseguire un titolo, un like, una polemica.

Mi aspettavo che i colleghi della destra di governo trovassero, almeno per una volta, la forza e il coraggio di stare dalla parte di Modena. Mi aspettavo che riconoscessero, come hanno fatto i loro ministri, il lavoro straordinario compiuto dai soccorritori, dal personale sanitario, dalle forze dell’ordine e dai cittadini che hanno reagito con lucidità e senso civico. Mi aspettavo rispetto per una città che, davanti all’orrore, non si è piegata né all’odio né alla paura e che, su invito del sindaco Mezzetti, domenica sera ha riempito Piazza Grande di persone, partecipazione ed emozione.