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7 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 17:34

Poche cose fanno rumore quanto il silenzio, lo spiega bene lo psicoanalista Egon Molinari nel suo libro Il silenzio in analisi. In questi giorni sia chi assegna al Papa un primato spirituale, sia chi ne riconosce laicamente l’autorità politica in qualità di capo di uno Stato, non può non aver avvertito il fragore di un debole dire in due momenti ravvicinati, quasi speculari nella loro gravità.

È stata pesante l’umiliazione inflitta al cardinale Pizzaballa, esiliato dal Santo Sepolcro nella Settimana pasquale. Pizzaballa, l’uomo che, mentre le divisioni avanzavano nella loro opera di distruzione, ebbe la forza di dire: “Io da qui non me ne vado”. Un hombre vertical, che ha incarnato alla lettera il Vangelo andando là dove si soffre, dove c’è morte, distruzione e dove la speranza si spegne sotto il fuoco dei fucili. Un sacerdote determinato a stare dentro la ferita invece di contemplarla da lontano. Come il precedente pontefice che, invalido, non faceva mancare la sua telefonata serale alla parrocchia di Gaza.