Napoletani e turisti affacciati al belvedere di via Posillipo guardano i pochissimi bagnanti che si tuffano in mare dalla spiaggia delle Monache con gli stessi occhi che Pasquale il fotografo e Felice Sciosciammocca, in «Miseria e Nobiltà», rivolgono alla pentola degli spaghetti che gli sta passando sotto il naso. Allungano il mento, sgranano le pupille. Sono affamati, ma non possono mangiare. Le Monache sono off-limits e tutti, di conseguenza, si riversano sull’altra spiaggia, dal lato opposto di Palazzo Donn’Anna (quello che in linea d’aria è più vicino al lungomare, per intenderci). La chiusura di quest’arenile pubblico sta comportando una congestione dell’altro versante dell'arenile. La sicurezza ne risente, come documentano le immagini: lidi chiusi, nessun servizio e spiaggia totalmente free: una situazione del genere non si era mai verificata nella storia della Napoli moderna.

La congestione Circa seimila giovanissimi, tutti accalcati uno sull’altro, sul versante di Palazzo Donn'Anna più vicino a Largo Sermoneta. Intorno a loro, nessun bagnino, nessun bagno. Nessun ombrellone o lettino. Nessun controllo delle forze dell’ordine. Nessuna ambulanza. La spiaggia delle Monache, ricordiamolo subito, è una spiaggia pubblica. Ed è proprio questo a rendere delicata la sua chiusura, determinando una congestione più che evidente nell’area degli ex concessionari Bagno Elena e Ideal (aperto con il ristorante ma senza accesso alla spiaggia). Migliaia di bagnanti, che si affollano in spiaggia senza alcun servizio, arrivano qui proprio dopo aver trovato chiuso il cancello di via Posillipo 357. Decisamente meno numerosi i bagnanti che ieri si sono affollati al Mappatella Beach e a Largo Sermoneta, altre due fette di spiaggia cruciali restituite alla cittadinanza grazie anche agli sforzi dell’amministrazione Manfredi. A proposito, i servizi comunali sui 15 arenili pubblici partenopei (bagni chimici e ombrelloni, dove previsti, partiranno a giugno). Molto gettonati i barcaioli che accompagnano i bagnanti sulle scogliere davanti al consolato americano. Tolta la pulizia portata avanti di mattina da Asìa Sea su tutti, la spiaggia di Posillipo non ha servizi, in attesa che siano assegnate le nuove concessioni. Proprio per questo il target di bagnanti è composto unicamente da teen-ager. Le famiglie, i professionisti, i turisti, sono quasi del tutto tagliati fuori dalla spiaggia libera. La criticità non riguarda solo l'indotto, ma anche la sicurezza. «A Posillipo non si era mai verificata una situazione del genere, con i lidi chiusi e la spiaggia totalmente libera – sottolinea Edoardo Trotta di Palazzo Petrucci, che partecipa al bando in corso per le concessioni –. Il mare libero è prezioso ma ha bisogno di controlli. Nessuna famiglia o nessun professionista accede alla spiaggia libera, se questa non garantisce alcun tipo di servizio, dai bagni alla possibilità di comprare una bottiglia d’acqua. Al momento non c’è nessun controllo, né sicurezza, intorno a Palazzo Donn’Anna. Per quanto possiamo, stiamo provvedendo autonomamente con la pulizia delle spiagge. Ci tengo a sottolineare che, una volta che saranno assegnate le nuove concessioni, il servizio dei bagnini, il ristoro e la pulizia delle spiagge saranno garantiti dai concessionari, come è scritto nel bando di gara. Speriamo che si riesca a concludere la gara il prima possibile, magari entro una decina di giorni. Abbiamo fiducia nella commissione». Quanto al bando, oggi nella sede dell’Autorità Portuale saranno aperte le buste contenenti le offerte tecniche e progettuali. Il 28, invece, saranno scoperte e valutate le offerte economiche presentate dalle sette società in gara per tre lotti di arenile posillipino. Le voci I lidi sono invece aperti a Marechiaro, ma anche intorno allo Scoglione e Palazzo degli Spiriti la sicurezza e i controlli in riva al mare non esistono. Tornando a Palazzo Donn’Anna, basta scendere in spiaggia (l’accesso è per tutti dall’«Ondina», su via Posillipo) per accorgersi dell’età media – tra i 16 e i 20 anni – dei bagnanti dell’arenile pubblico. «Siamo giovani – sorride Gianluca – e possiamo sostenere una giornata di sole senza ombrellone. Abbiamo gli asciugamani e la Coca-Cola». Come documentato nelle scorse settimane, all’assenza di servizi e di sicurezza si accompagna anche una cultura del mare «non eccezionale» di diversi teen-ager che lasciano i rifiuti in spiaggia. Non tutti, per fortuna, si comportano male: «Mi sono portata una busta proprio per metterci dentro i resti del panino e qualche sigaretta – aggiunge Susy –. Non tutti hanno cura della spiaggia. Ed è un peccato». Il mare libero, del resto, comporta un incremento delle responsabilità: «I napoletani sono stati poco abituati al mare libero», osserva Francesca. Speriamo bene. Del resto, «Miseria e Nobiltà» è un capolavoro a lieto fine.