Chi tene 'o mare o sape ca è fesso e cuntento; chi tene 'o mare nun tene niente. Lo cantava Pino Daniele, accompagnato dal sax di James Senese, per descrivere quella vacua sensazione di appagamento che travolge chi vive vicino al mare. Qualcosa di simile capita a chi ha avuto la fortuna - per nascita - di vivere accanto alla bellezza, come quella della Valle dei Templi, un tempo «limite allo sviluppo» e oggi stimolo verso una «vocazione turistica» che rimane un anelito.

Fessi e contenti, gli agrigentini. Bloccati nel refrain della definizione di «più bella città dei mortali» di Pindaro, e costretti a vivere senza acqua corrente h24, senza autostrade, ferrovie veloci e pronti a esultare a chi gli promette, prima o poi, un aeroporto. È una città stanca e sfiduciata quella che arriva al voto del 24 e 25 maggio. Tradita dal sogno infranto di Capitale italiana della cultura, con la contraddizione di numerosi cantieri Pnrr in itinere e quartieri, dal centro alle periferie, ancora ostaggio del degrado urbano.

Una città che si è stancata del dibattito politico ben prima che la campagna elettorale entrasse nel suo vivo. “Colpa” del lunghissimo braccio di ferro tutto interno al centrodestra, che ha visto per settimane un turbinio di candidature proposte e poi bruciate. Un confronto all’arma bianca che guarda solo di sfuggita al voto per le amministrative e che è molto più interessato alle prossime Regionali. Il fronte che sostiene oggi il governo di Renato Schifani è di fatto diviso in due, con qualche innesto a sorpresa che, alla fine, pare tutt’altro che disomogeneo. Da una parte Forza Italia, MpA, Fratelli d'Italia e Udc, dall’altra Lega, Dc e un inedito asse fra Noi moderati e Cateno De Luca. I primi sono al fianco di Dino Alonge, avvocato, nessun contatto con la politica e fino al momento della candidatura sconosciuto ai più in città, tanto che il suo hashtag è stato fin da subito #iosonodino. Il sostegno più forte, forse, è arrivato dal partito di Giorgia Meloni, che ha mobilitato il proprio stato maggiore per supportarlo. Alonge conta la quasi totalità dei consiglieri comunali uscenti e parte dell’attuale giunta nelle sue liste. Tutti pronti a cambiare la città che hanno amministrato fino a ieri.