Tempo di esami: l’ansia può minare il risultato, anche quando si è studiato molto e si è ben preparati, perché annebbia la mente e disperde concentrazione e pensieri in una palude d’incertezza. Che cos’è l’ansia? Perché può diventare distruttiva non solo per gli esami, ma per la stessa vita?

L’ansia è un’emozione fisiologica, normale, in tutti gli umani, purché sia proporzionata allo stimolo che la attiva. In tal caso è positiva perché “auto-protettiva”. Qui sta il confine tra un’ansietta amica, alleata della vita, e un’ansia nemica che può paralizzare perfino il respiro. Perché diventa allora pericolosa? Ecco il punto: quando è eccessiva rispetto allo stimolo che l’ha attivata, l’ansia ha un effetto dirompente sui sistemi cerebrali che regolano i cosiddetti “meccanismi di salienza”, che tutti dovremmo conoscere e allenare. Sono i circuiti cerebrali che ci permettono di distinguere in pochissimi secondi che cosa sia importante, fra i mille stimoli che in contemporanea arrivano alla mente, e ciò che non lo è, per affrontare in modo concentrato ed efficace ogni situazione di allarme, esami e gare inclusi. Per esempio, intuisco che i meccanismi di salienza del cervello di Jannik Sinner abbiano un’eccezionale efficacia, potenziando continuità di concentrazione, capacità di migliorarsi e costanza di rendimento sconosciute agli altri giocatori del circuito, e a quasi tutti noi.