«Tutto è partito da Torino. Fin dalla nostra nascita, buona parte del personale è arrivato dal mondo dell’automotive, chi dalla Magneti Marelli come me e chi dal Centro Ricerche Fiat, portandosi dietro un bagaglio immenso di competenze. E da lì il nostro rapporto con il territorio è cresciuto sempre di più». A dirlo è Paola Carrea, direttrice generale di UnipolTech, riferendosi proprio alla società tecnologica del gruppo Unipol specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali per mobilità, telematica, telepedaggio e servizi connessi. Sono passati 10 anni da allora. Nel mentre si sono susseguiti progetti e studi, ma anche tecnologie e nuove sfide. «Oggi siamo una fabbrica di innovazione», afferma Carrea. I numeri sono chiari: gestione di oltre 2,4 milioni di dispositivi di telepedaggio attivi e più di 95 milioni di transiti autostradali ogni anno. Ancora: analisi annua di circa 415 milioni di eventi e supporto per 190mila sinistri, dovuti alla gestione di circa 4 milioni di clienti telematici assicurativi.
E un occhio al Nord Ovest è sempre presente. «Aderiamo a molti progetti di ricerca in corso - spiega Carrea -. Come MoVe-In, promosso dal Piemonte, così come da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, che si sta allargando a macchia d’olio. L’obiettivo è di favorire una mobilità più sostenibile, controllando le emissioni dei veicoli inquinanti tramite una box telematica, in modo da tutelare e migliorare le esperienze dei clienti». E poi c’è la partnership con il Politecnico di Torino. «Fin dai tempi del rettorato di Francesco Profumo», afferma la direttrice generale. Il motivo: «Ci sono talenti eccellenti che riescono a combinare competenze trasversali, oggi più che mai necessarie. La box sull’auto, per esempio, si evolve, cambia con gli sviluppi delle nuove tecnologie, che vanno sapute maneggiare».













