Uno studio che rappresenta una innovazione, realizzato dal Centro Studi Einaudi con Unione industriali di Torino e Camera di commercio e rivolto alle imprese manifatturiere con più di 5 milioni di fatturat0, realtà passate da 1.384 a 1.892, in crescita del 37%. Segue il percorso dell’industria torinese negli ultimi dieci anni e fotografa un cambiamento in atto: da un sistema economico-industriale dominato dall’automotive Torino si è trasformato in una provincia dove pesano tre grandi specializzazioni manifatturiere, auto, aerospazio e meccanica strumentale.
Da un lato, c’è il ridimensionamento dell’automotive, dall’altro si registra una decisa crescita dell’aerospazio, con la provincia di Torino che cuba oltre il 50% delle esportazioni italiane nel settore. Il nucleo produttivo dunque si è irrobustito e la diversificazione delle esportazioni, dice il rapporto, è un fatto.
La ricerca prende in considerazione diversi indicatori, dai fatturati all’export, e identifica i punti deboli di un territorio dove esiste uno zoccolo duro di manifattura che però ha registrato cali di produttività e valore aggiunto, che non seguono i livelli di crescita del fatturato.
In futuro, saranno centrali la meccanica strumentale, l’integrazione dell’IA e la domanda di robotica, l’agroalimentare, la chimica e la gomma-plastica. Il rapporto fa emergere poi un dato significativo, ogni 100 euro di valore aggiunto dell’industria torinese, 47 euro sono acquisti di servizi organizzati che però il più delle volte arrivano da fuori regione.







