Il coordinatore del centro PEIC, Radu Bojoi, e Alessandro Roveri di Prima Electro all'esposizione internazionale PCIM, giugno 2026

Una partnership che evolve, cresce, consegue traguardi sempre più importanti e si dimostra un formidabile strumento di competitività. È il significato della più che decennale collaborazione tra il Politecnico di Torino e Prima Electro, azienda di primo piano nel comparto dell’elettronica di potenza e dei sistemi embedded. La relazione, già solida, prevede un ulteriore passo in avanti.Dopo tanti incarichi puntuali su singoli temi di ricerca applicata, sulla base dei buoni risultati ottenuti si è scelto di consolidare e ampliare la collaborazione. “Abbiamo sempre lavorato con contratti specifici con vari dipartimenti di ateneo, sempre più incentrati sul mondo dell’elettronica di potenza, costruendo una relazione molto stretta che ha affrontato tematiche quali il trasferimento della ricerca applicata dal mondo accademico a quello industriale, lo sviluppo di proprietà intellettuale condivisa tra università e impresa e la sua tutela mediante il deposito di brevetti congiunti, la formazione di personale aziendale attraverso percorsi ad alta qualificazione, quali i dottorati di ricerca industriali, nonché la formazione di neolaureati mediante attività di tirocinio e tesi svolte in azienda, finalizzata al loro successivo inserimento nei reparti di ricerca e sviluppo – spiega Alessandro Roveri, leader di progetto Ricerca & Sviluppo presso Prima Electro – Siamo arrivati a un livello tale per cui non è più una questione di consulenze, ma una attività integrata in cui il personale dell’azienda e quello del Politecnico si scambiano vicendevolmente. Siamo partner in molte iniziative e progetti europei e ci consideriamo fortemente integrati anche se siamo due entità diverse”.Fabio Mandrile, ricercatore del Dipartimento di Energia-DENERG e membro del Power Electronics Innovation Center-PEIC, aggiunge “L’accelerazione della collaborazione è avvenuta con la creazione da parte del Politecnico dei centri Interdipartimentali”, e sottolinea il grande lavoro svolto in particolare con il PEIC, ma anche i molteplici risvolti positivi del legame tra ricerca e impresa: “La nostra è ricerca applicata di laboratorio che arriva fino al prototipo. Quindi, un partner come Prima Electro è fondamentale per proseguire il lavoro e, di conseguenza, capire quali ricadute la nostra ricerca può avere sul piano industriale e di mercato”, conclude Mandrile. Accanto alle ricadute di ricerca e alla sua valorizzazione reale, è quindi notevole l’impatto sulla didattica, con tesi, borse di studio, dottorati di ricerca.