POSSAGNO​ Ha riaperto ieri, dopo undici settimane, il Tempio del Canova. È stato possibile grazie all’installazione di una grande rete che conterrà eventuali crolli d’intonaco su tutta la superficie interna. Un primo passo dopo una fase di studio che non interromperà l’indagine condotta dall’équipe di professionisti ingaggiata dalla fondazione Opera del Tempio. Parte delle problematiche è stata individuata dagli esperti: si parla di microinfiltrazioni e dell’incompatibilità di alcuni materiali utilizzati in una fase di stuccatura della cupola, che causano dei vuoti. Risolverle non sarà semplice, ma Castellana Restauri sono già al lavoro. Tra loro c’è anche l’architetto Francesco Doglioni. «Le analisi che abbiamo condotto – spiegano i tecnici – riguardano il comportamento dell’ambiente nel corso delle stagioni. Monitorare temperatura e umidità significa capire come questi fattori incidano sulla conservazione dei materiali, in particolare sulle superfici e sugli elementi più delicati». Per oltre un anno e mezzo, prima ancora dell’episodio che ha portato alla chiusura, erano stati installati sensori all’interno del Tempio. I dati raccolti si sono rivelati preziosi.

LO STUDIO Approfittando dei mezzi speciali della Poloniato per salire all’altezza della cupola per l’ispezione, sono stati eseguiti rilievi diretti sulla struttura, verifiche localizzate e prelievi di materiali, successivamente analizzati in laboratorio. «La volta è un sistema articolato in cui si possono creare microambienti con caratteristiche diverse. Questo rende più difficile individuare una causa unica». Ora il lavoro entra in una nuova fase. «Stiamo andando verso la realizzazione di un cantiere pilota – spiega il professor Doglioni – su una porzione limitata della volta. L’obiettivo è approfondire i fenomeni osservati, verificare le soluzioni possibili e definire una strategia d’intervento complessiva». Un passaggio fondamentale anche per stimare tempi e costi. «Solo attraverso queste verifiche – aggiunge – sarà possibile programmare un intervento esteso e cercare le risorse necessarie». La presidente VaniaCunial, davanti ai cittadini di Possagno e al sindaco Valerio Favero, ha ringraziato anche il presidente del Consorzio Vini Asolo Montello, Michele Noal, per il contributo fornito per il restauro e la messa in sicurezza. «È un percorso complesso, che richiederà ancora tempo e ulteriori indagini. Sappiamo che non sarà semplice – ha spiegato Cunial – ma vogliamo procedere con rigore. La sicurezza viene prima di tutto. L’obiettivo è restituire il Tempio alla comunità nelle migliori condizioni possibili, anche se questo significa attendere ancora».