TREVISO - Canova nel segno di Carlo Scarpa: un 2026 tutto dedicato al rapporto tra il genio canoviano e il celebre architetto. E ad aprile la riapertura dell'Ala Scarpa, dopo un consistente restauro. Inaugurerà poi una rassegna teatrale quinquennale che metterà in scena, nei luoghi di Canova, la vita del celebre scultore. La Gypsotheca si conferma così una realtà dove la cultura è esperienza viva.

A raccontare le molte novità per il Museo di Possagno sempre nel segno della bellezza, è la direttrice Moira Mascotto, che oggi a Cortina presenta «il percorso virtuoso fatto insieme ai Musei Civici di Treviso sul tema dell'accessibilità, per permettere ad un pubblico il più ampio possibile di godere delle nostre collezioni».

Il 2026 si apre dunque nel segno di Carlo Scarpa, tra le figure più autorevoli dell'architettura e dell'allestimento del Novecento, di cui il Museo Canova conserva testimonianze significative. Fino al 2 giugno, prosegue la mostra Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Opere e vetri dalla Collezione Gemin, che documenta il legame tra l'architetto veneziano e le arti nel contesto della Biennale di Venezia: un sodalizio determinante nella sua vicenda professionale, capace di orientarne la ricerca progettuale e artistica. La mostra, curata da Mario Gemin e Orietta Lanzarini, riunisce dipinti, disegni e sculture di artisti di rilievo quali Gustav Klimt, Paul Klee, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Alberto Viani, Osvaldo Licini, insieme a una selezione di vetri realizzati da Carlo Scarpa per Cappellin e Venini, disegni autografi, e tre sculture già esposte alla Biennale del 1968, provenienti dalla collezione dell'architetto trevigiano Luciano Gemin, suo allievo e collaboratore.