VENEZIA - La perizia è già stata scritta, ma non è stata ancora consegnata ai tribunali e così anche il processo che vede Felice Maniero accusato di lesioni personali aggravate nei confronti di un poliziotto e di un medico, è stato “congelato”. Ed è il terzo procedimento che si ferma, in attesa del deposito della perizia della dottoressa Paola Ognibene, che ha visitato Faccia d’angelo un mesetto fa. La psichiatra è stata incaricata dal tribunale di Brescia di stabilire se Faccia d’angelo sia capace di stare in giudizio. La documentazione medica presentata dal legale di Maniero, l’avvocato Rolando Iorio, ha infatti obbligato prima il tribunale di Pisa (dove era iniziato il processo contro Maniero per le botte che aveva dato nell’agosto dello scorso anno alla sorella Noretta) e poi il tribunale di Brescia (dove pendono due procedimenti a carico di Maniero, quello per le lesioni al poliziotto e al medico e l’altro per bancarotta fraudolenta, dove Felix è imputato assieme al figlio Alessandro) a chiedere un approfondimento medico.
LA VICENDA Questa terza sospensione, in attesa della perizia psichiatrica, riguarda un processo scaturito da una lite per il parcheggio in un centro commerciale di Brescia. Felice Maniero ha sempre sostenuto di non aver picchiato nessuno e di essersi limitato a suonare il clacson e ad inveire contro il medico che gli aveva soffiato il posto. Subito dopo era arrivato il poliziotto, in bicicletta, a cercare di dirimere la controversia, salvo finire anche lui con il litigare di brutto con il boss che non voleva dargli i documenti. Se la dottoressa Ognibene stabilirà che Maniero è in grado di capire perfettamente quali sono le accuse e come difendersi, tutti i processi riprenderanno, altrimenti resteranno congelati per sempre, visto che le condizioni di salute dell’ex boss della mafia del Brenta non sono certo destinate a migliorare. Del resto più di uno psichiatra, dopo averlo visitato e ricoverato, ha stilato la diagnosi di “depressione maggiore ricorrente con tratti di bipolarismo e demenza senile acuta avanzata”. Ed è sempre per questo motivo che a Felix è stato nominato un amministratore di sostegno esterno alla famiglia.I PRECEDENTI Certo, risulta difficile credere che la più grande mente criminale del Nord Italia sia ora vicino all’incapacità di intendere e di volere, ma così è. La malattia che covava dentro di sé lo aveva portato già anni fa a picchiare un suo ex dipendente, poi a Sollicciano un compagno di cella, al quale aveva spaccato in testa il telecomando della tv, per finire prima con un paziente, picchiato a sangue, e infine con un infermiere, che Felix aveva scambiato per un ex della banda che voleva farlo fuori. Ha addirittura chiamato i carabinieri per farlo arrestare, questo povero infermiere, prima di essere ricoverato d’urgenza in Psichiatria. Tornato dall’ospedale, quando si è trovato di fronte lo stesso infermiere, lo ha salutato cordialmente. È andata così anche con la sorella Noretta. L’ha picchiata a sangue e ora dice «non serbo rancore perché mi ha denunciato». Lei intanto non solo ha ritirato la denuncia e ha dichiarato al tribunale di Pisa di non avere nulla da temere dal fratello, ma è anche l’unica della famiglia con la quale Felice Maniero abbia qualche contatto telefonico, mentre i tre figli nemmeno gli rispondono al cellulare e si guardano bene dal farsi vivi. Da qui probabilmente un ulteriore aggravamento della depressione, che ormai si porta dietro anche la demenza senile. Al punto che, a stretto giro di burocrazia, rischia che lo dichiarino a tutti gli effetti incapace di provvedere a se stesso, proprio lui che ha messo in piedi la più grande banda – 450 uomini – del Nord Italia, proprio lui che da solo ha provveduto a togliere di mezzo personalmente 7 persone ed ha dato il via libera all’uccisione di altre 20 e passa, proprio lui che è passato alla storia come il più grande bandito del NordItalia di tutti i tempi. Oggi, purtroppo per lui, il destino di quello che fu un genio del crimine, è nelle mani delle perizie psichiatriche e dell’amministratore di sostegno, che devono decidere se per l’ex boss è meglio un reparto psichiatrico o un ospizio. Felice Maniero «vittima di una forte depressione. Su di lui pesa il distacco dalla famiglia e dalla figlia Anita». Saltano due processi all'ex boss








