Con un colpo di teatro, nel giorno in cui era annunciata la lettura della sentenza, la Corte d’Assise di Macerata ha disposto una nuova perizia medico-legale nel processo a carico di Claudio Funari, il 42enne imputato per l’omicidio di Renzo Paradisi e il tentato omicidio della moglie Maria Antonietta Giacomozzi, aggrediti il 23 dicembre 2024 a Comunanza. L’incarico ai consulenti sarà formalizzato il prossimo 24 giugno, per cui la perizia farà slittare a dopo l’estate la conclusione del processo. Sul capo di Funari pende la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per due mesi, chiesta in sede di discussione dal procuratore capo di Ascoli Umberto Monti; richiesta alla quale si è associato l’avvocato Mauro Gionni, parte civile per la Giacomozzi e le figlie della coppia. L’avvocato difensore Olindo Dionisi invece sostenuto la tesi dell’eccesso colposo in legittima difesa oppure, in subordine, che il reato fosse derubricato da omicidio volontario premeditato a omicidio preterintenzionale, sostenendo che Funari non fosse andato sul posto con l’intenzione di uccidere. Ed è proprio su questo punto che i giudici hanno disposto la perizia per chiarire il contrasto emerso tra i consulenti dell’accusa e della difesa sulla dinamica delle lesioni mortali riportate da Paradisi. Secondo Pietro Alessandrini, consulente della Procura di Ascoli, le ferite alla testa sarebbero state provocate nella seconda fase dell’aggressione, quando la vittima sarebbe stata colpita con il capo sbattuto contro il pavimento. Una ricostruzione che troverebbe riscontro anche nella testimonianza della moglie sopravvissuta. Il consulente della difesa, Piergiorgio Fedeli, ritiene invece che le lesioni mortali sarebbero state provocate già durante la prima aggressione avvenuta in cucina, senza necessità di una seconda fase violenta; per la difesa, ciò escluderebbe la premeditazione. La decisione della Corte ha sorpreso il pm Umberto Monti e l’avvocato di parte civile Mauro Gionni, che ritengono la perizia "ipotizzabile in precedenza ma a questo punto tardiva rispetto allo stato del processo, nel giorno in cui era attesa la sentenza". Per entrambi, resta configurabile l’aggravante della premeditazione, ma in ogni caso sarebbe sufficiente, a loro dire, quella dei futili motivi a determinare la condanna all’ergastolo. Di altro avviso Olindo Dionisi che difende Funari: "La Corte vuole approfondire fino in fondo le cause della morte di Paradisi e verificare la fondatezza della versione del mio assistito, secondo cui la seconda aggressione non ci sarebbe stata. Attenderemo l’esito di questa perizia e poi faremo le nostre valutazioni".
Omicidio Paradisi, nuova perizia per Funari
Con un colpo di teatro, nel giorno in cui era annunciata la lettura della sentenza, la Corte d’Assise di Macerata...








